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L’inutilità di due penne, quando non si hanno pensieri.

Trascrivere il testo

senza doppie morali

universalmente riconosciute

nella banalità della globalizzazione.

Zelanti parole dotte,

voi che vi piegate

di fronte ad ogni forte idioma,

sempre vittime della traduzione

del senso

del suono

dell’idea

dell’ideogramma.

La grammatica è generativa.

Mentre tu continuavi à studiare passavano stagioni in circolo e costellazioni d’intenti senza confronti. Di fianco scorreva una vita in salita, un controsenso, come un salmone in risalita. Tutto bozzo dagli scogli in faccia. Il cadere e i continui ostacoli.

Mondi in parallelo disordine tra le righe o le montagne.

La pioggia batteva e il sole attendeva alla porta.

Portami ancora dove si vede l’alba, su quella collina con il lago di sotto.

Mi affaccio su scogliere di punti di domanda.

Ridate l’ancora ad ogni mio ricordo disperso nel mare.


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